23 aprile 

Duemiladiciassette è in vacanza. Siccome è in vacanza, non vuole fare i compiti. Siccome non vuole fare i compiti sbuffa. Siccome sbuffa, tossisce, poi viene a leggere quello che scrivo e non legge il suo cazzo di libro: Vita di Galileo (mi corregge, stavo scrivendo morte, perchè una rottura del genere solo morte si può chiamare, alla faccia di Brecht). METTITI A FARE I COMPITI CAZZO.
NOOOOOOOOOOOOOO (ride).
Si chiama action writing questo. Mi fa: E se leggo tutto Brecht ad alta voce, tu lo scrivi?
Si, ma poi tu lo leggi! Rispondo.
Siamo entrati in loop, il gatto miagola, Duemiladiciassette miagola, si preoccupa se il gatto ha mangiato e non fa i compiti, io m'incazzo, scrivo furioso. Ora il gatto è in braccio a Duemiladiciassette, che ride, è contenta (per l'occasione Duemiladiciassette si è fatto femmina) e arriva l'altro, il fratello, quello che stava facendo invece la parafrasi di D'Annunzio, che aveva la poesia sul cellulare, ma quello s'è scaricato e quindi DOV'E' IL CARICATORE.
"Ma perchè sono due ore che guardi internet e il caricatore non serviva?"
"Non ho usto il cellulare. Sono due giorni che non lo carico."
"Quindi sono due giorni che a D'Annunzio proprio non ci pensi?"
"Esatto."
Basta smetto di scrivere: ANDATE A FARE I COMPITIIIIIIIIIIIIII!
"Ho fame."

20 aprile 

Duemiladiciassette, il pesciolino d’india, è vigile. Le zampette composte, giunte sotto il petto villoso, le orecchie dritte, scrutano l’aria, gli occhietti cyborg guardano in giù, fisso, sullo schermo digitale della bilancia, mentre Lisa ci sale sopra. Cinquantatreequattro, legge.
"Sono una botte", dice Lisa che è alta un metro e ottanta.
"Sfido, dice duemiladiciassette, hai mangiato come una vacca."
"Oggi dieta", fanno in coro e mi guardano.
"Fate un po’ come vi pare, io mangio eh. Ma poi scusa eh, duemiladiciassé salici un po’ sulla bilancia, dicci un po’, quanto pesi tu?"
Sale sulla bilancia, si gira in senso antiorario, si acciambella e sta la. La bilancia sbarella, sale, guardiamo il monitorino numerico sale, sale, fino a 20.17 e poi di colpo torna sullo 0.00.
Con tono da Marlon Brando, duemiladiciassette: “invidiosi eh?; io peso solo da morto! Mica come voi.”
"Cioè vuoi dire che se ti mettiamo sulla bilancia il primo gennaio duemiladiciotto vedremo quanto pesavi?"
"No, risponde, vuol dire che per quanto vuoi, ci guardiamo, conviviamo, abbiamo le nostre abitudini, ci studiamo, anzi mi studiate, mi nutrite, ma non saprete mai esattamente chi sono o quanto peso finchè non sarò morto stecchito, solo dopo, e dopo molto tempo vi accorgerete del mio peso, del peso, direte proprio così, di quel duemiladiciassette.”
“Cià, Duemiladiciassè, a proposito di tenersi in forma, t’ho comprato un regalo, preferisco tenerti leggero prima, che scoprirti pesante dopo!” –mi guarda indagatore, per una volta è spiazzato- “chiudi gli occhi e lasciati prendere, non ti faccio niente”, chiude gli occhi, ma si vede che non si fida, lo prendo per la collottola con due dita (forti per altro) e lo metto zac, dentro –“ecco fatto, puoi aprire gli occhi o se preferisci puoi correre."
“No, fa Lisa, che arriva solo ora (ha messo su una lavatrice), ma dai, ma non è giusto. E ora?”
“Boh, vediamo che fa, no?”
Duemiladiciassette ondeggia un pochino, fa una volta su e si lascia cadere, proprio come se fosse nella centrifuga della lavatrice, poi si alza sulle zampette posteriori, tira fuori dal marsupio gli occhiali da sole, gli auricolari e “ah che figata” e si mette a correre sulla sua nuovissima ruota da criceto.

8 aprile

L’abbiamo detto, duemiladiciassette è un pesciolino d’India, è vegano, nel senso che ha cuore di tofu e carne di seitan e con il suo luciferino sguardo cyborg se ne sta principalmente acciambellato in senso orario davanti alla stufa, sulla poltroncina, in cucina. Oggi lo vedo pensoso, gli occhi elettrici sono fessure, fissano la fiammella della stufa. Gli chiedo: ”che hai?” E lui, “no niente, niente. (Pausa) Sai, ho quattro mesi di vita, ormai. Ho compiuto la maggiore età. Gi à da un mese. Creperò tra otto mesi, voglio dire. Non è un dramma eh, lo sapevo fin dall’inizio. Non è che un duemiladiciassette nasca, senza l’intima certezza di crepare. (Pausa) Ha per giunta la gran comodità di sapere esattamente quando. Preciso al millesimo di secondo. (Pausa, sospira): il trentun dicembre si avvicina vecchio mio. E anche io penso alla morte. Esisterà una vita dopo la morte? Una vita eterna degli anni? Un cimitero anche per noi, dove giacere composti? Dove farsi visitare dalla discendenza?”

1 aprile

Duemiladiciassette, il porcellino d'India, estrae dal marsupio una carta e ci sfida diabolico con una domanda del trivial pursuit: Che mestiere faceva Riccardo Achenbach, protagonista della morte a Venezia di Thomas Mann?
E io dico, MESTIERE? Ma se non faceva un cazzo tutto il giorno!
E Ore risponde: Ah, avrà fatto lo scrittore.
Giusto, fa Duemiladiciassette, lo sguardo cyborg scintilla, risposte esatte. Entrambe.

20 aprile 

E’ notte. Tira vento. Le persiane sbattono. Ieri in autostrada il vento quasi mi spostava. Tirava scorie sulla tuta, foglie, sassi, insetti, pigne. Sono uscito e ho preso il lungolago. Il vento cambia i colori, Lisa, il blu diventa scuro, più scuro, il rosso, tanto cambiano i colori per il vento, che invece la strada appare pallida e giallina. La natura, gonfia di vento, si riempie i colori, le robe umane invece sbiadiscono. Ho visto pallidino, sollevato da sbuffi di bianco, arrivare il battello a Varenna. Mi sono fermato. Ho fatto il biglietto, non sentivo la bigliettaia, il guanto è volato via quando me lo sono tolto. Sulla barca c’era tanto rollio, che non sono sceso dalla moto, le onde alte forse un metro, boh, gonfie di blu, alberi mossi, rossi su sfondo verde, tramonto e sempre sto pallore umano, le case, le macchine, tutto sembrava rimpicciolito. Il vento cambia i colori, Lisa mia.

E’ notte, le persiane sbattono, le foglie ululano a folate e sotto, tu dormi, ma sotto c’è un cigolio. Insistente. Provo a dormire, ma niente, il vento mi fa venire il mal di testa e poi questo, gnec gnec, il cigolio continua. Scendo, la scala del letto scricchiola, la stufa è accesa, vado in bagno e la, nella sua ruota, c’è duemiladiciassetta che corre. E’ la ruota che cigola, bisognerà metter dell’olio. Duemiladiciassette si è fermato. Ha il fiatone. Mi guarda innocente (troppo innocente).

“Che fai, ti fermi?”

Fischietta e guarda per aria. “Cos’hai? Cos’hai fatto?” C’è un silenzio surreale.

“No, no, niente, niente correvo.”

Vedo che ha spostato la ruota vicino a una vecchia bici, dalla dinamo partono due fili che passano sotto la fessura della porta del prato, apro la porta, esco, è buio, gnec gnec, cigola una specie di vecchio mulino ad acqua, che è montato sul canaletto che argina un ruscello. Un ruscello che c’è sempre stato e quando piove si riempie d’acqua. Ma il mulino non c’era, forse l’ha messo il vicino, il legnaio. Dal mulino parte un ingranaggio, lo seguo di rotella in rotella, perdo il filo, ma grosso modo arriva ad un impianto eolico monumentale, una cosa incredibile, che giuro, ieri non c’era, dieci pale ferme, messe li, al limitar del bosco. Ma vuoi vedere che. Mi viene un dubbio. Torno dentro. Guardo Duemiladiciassette:

“Sali un po’?”

“Dove? Vuoi che venga fuori?” Dice stralunato, mentre la luna occhieggia dalla porta.

“Non fare il vago, duemiladiciassè. Sali un po’ sulla ruota?”

“Perché? Sono stanco, ho corso fino ad adesso.”

“Sali subito, su quella ruota!” Ordino. Duemiladiciassette riluttante, si mette sulla ruota. “Corri un po’?!” Inizia a correre, dopo due giri si aziona il mulino nel canale. “Ecco basta, sono stanco.”

“Continua!”

“Uffaaa” Dopo dieci giri l’impianto eolico inizia a girare, a girare sempre più velocemente, producendo un rumore sordo, vuuuu, come di vento, la porta del prato sbatte e si chiude con un colpo secco, fuori tira uno scirocco della madonna. Lo stesso di ieri, lo stesso che gonfia i colori, lo stesso che sbiadisce piccine tutte le cose dell’uomo.

Guardo Duemiladiciassette, fa la faccia sua, quella da Marlon Brando:

“Mai sottovalutare un pesciolino d’India!”

18 aprile 

Duemiladiciassette fa i capricci. Guarda depresso la sua ciottola di seitan coi piselli e non è per niente contento e le crocchette sono pure stantie. No, esclama, perchè voi non vi occupate mai di me?! Lisa lo prende in braccio e l'accarezza, dice Lisa, ma se siamo sempre qua, intorno a te. Duemiladiciassette sospira: Guarda, protesta, che occuparsi del tempo che passa è un lavoro serio, hai i capelli bianchi, da quanto tempo non ti fai la tinta? E Tito? Da quanto tempo non si fa la barba? E il libro?
Mi secco, ma se abbiamo avuto 9 preordini, dico.
La verità è che voi ve ne andate in gita, scorrazzate in moto, vedete gli amici e di me, del vostro duemialdiciassette, non vi frega assolutamente niente.
La verità è che il seitan coi piselli ti fa schifo.

Vabeh caritù, prima che facebook mi bloccasse il messenger per sospetto spamming stavo scrivendo a tutti voi, per la mia fantastica campagna di crowdfunding, ora mancano più che
68 copie all'obbiettivo e una cinquantina di giorni, ce la possiamo fare.

Duemiladiciassette si fa le unghie sulla poltrona della nonna, ha lasciato tutti i piselli nella ciotolina, ma almeno i bocconcini di seitan se li è mangiati. C'è vento.

2 aprile

Un giorno Duemiladiciassette, il pesciolino d'india, m'ha regalato un marker stabilo. Viola. "Segnaci le cose importanti, ha detto, poi leggi solo quelle che non hai segnato." E' un po' che lo uso, ed è come leggere uno spartito. Il bello, è tutto quello che non c'è scritto, è il resto. Il tono, non la confessione. Così la magnolia, in giardino ha fatto cinqe fiori, dopo che le ho tolto l'ombra che le faceva l'oleandro viola. Sono cinque fiori viola, protesi al sole, li vedo, sono importanti, mi fan piacere, li lascio li. Li ignoro e vedo il rosmarino, dietro, coi fiori, un cespuglione. Viola, con le api intorno a ronzare. Lo ignoro e vedo il lago. Ho in mano il marker viola e penso di avere dei google glass, man mano che evidenzio, ignoro e sposto e rivedo, rileggo, riscrivo, ignoro, riignoro e poi guardo. Duemiladiciassette evidentemente già pensa al proprio lascito: Un marker viola per l'anno in corso.